Per scrivere un curriculum da barista è necessario non solo mettere in evidenza le proprie abilità nello svolgimento di tutte le mansioni tipiche di un lavoro del genere, ma porre l’accento anche sulle proprie capacità comunicative e relazionali. Soprattutto se si vive nelle grandi città, o comunque nelle località frequentate da un gran numero di turisti, un’arma vincente può essere quella di segnalare la conoscenza di una o più lingue straniere: il livello scolastico, sia per la produzione orale che per la comprensione, è più che accettabile per interagire con clienti di nazionalità diverse da quella italiana.

Che capacità inserire in un curriculum da barista

Quali sono, dunque, le capacità che devono essere riportate all’interno di un curriculum vitae barista? Tutto dipende dal tipo di bari in cui si è intenzionati a lavorare: un conto è un bar aperto fino all’ora di cena, frequentato soprattutto per colazioni, aperitivi e merende, e un conto è un bar aperto di sera e di notte, frequentato soprattutto per cocktail e alcolici. Nel primo caso è fondamentale essere in grado di preparare caffè, cappuccini e ogni altra bevanda ideale per le colazioni, meglio ancora se in tempi rapidi; nel secondo caso è più importante asserire di saper realizzare drink.

Ecco perché chi vuol sapere come scrivere un curriculum per barista deve realizzarlo pensando ai locali in cui lo consegnerà: in ogni caso, tra le capacità tecniche potranno essere inserite la memoria (indispensabile per ricordare tutti gli ordini) e la comunicatività (fondamentale per interagire con i clienti abituali e con gli sconosciuti). Vale la pena, poi, di indicare la capacità di gestire gli approvvigionamenti e il magazzino e la conoscenza delle tecniche da applicare per la miscelazione delle bevande e dei cocktail.

Esempio Curriculum Barista

Un esempio curriculum barista include tutte le informazioni personali relative al candidato (nome e cognome, indirizzo, numero di telefono, cellulare, casella di posta elettronica, luogo e data di nascita), oltre al riassunto del suo percorso formativo e della sua istruzione (senza dilungarsi più di tanto e limitandosi a indicare la scuola frequentata e il voto ottenuto). Molta attenzione deve essere dedicata alla formazione professionale: di sicuro è molto utile indicare i corsi seguiti (per barman di livello base, di livello intermedio o di livello avanzato), specificando non solo l’anno in cui ciò è avvenuto, ma anche le accademie o gli istituti frequentati. Quindi, si può procedere con la lista delle mansioni barista curriculum, e cioè con l’elenco delle esperienze lavorative che si sono svolte: ovviamente, è opportuno concentrarsi su quelle che hanno a che fare con i bar e con i locali.

Nel caso in cui in passato vi siano state esperienze di lavoro anche in altri ambiti, è bene accennarle senza esagerare: non bisogna mai dimenticare, infatti, che un curriculum troppo pieno e troppo lungo difficilmente è in grado di catturare l’attenzione di chi lo legge. Meglio concentrarsi su pochi punti fondamentali che sbrodolare più del dovuto, cercando anche di capire quali lavori possono avere una correlazione con quello del barista: insomma, se per un’estate si è stati in un villaggio vacanze come animatori quella è senza dubbio un’esperienza da riportare, ma meno utile può essere scrivere che si è lavorato come scrittore freelance (per esempio).

Nell’ambito di un curriculum barista caffetteria è bene ricordarsi di scrivere che si è in grado di relazionarsi con la clientela sempre all’insegna della moderazione e della cortesia, che si è abili nel prendere ordini, che si è capaci di servire le consumazioni e di occuparsi dei rifornimenti. Anche una buona dialettica è una qualità su cui concentrare l’attenzione, sia per l’intrattenimento dei clienti che per la descrizione delle bevande e di tutte le proposte presenti nel menù.

Da non sottovalutare sono le competenze più prettamente tecniche, come quelle relative alla riscossione del conto e alla gestione della cassa: se in passato si è avuta l’opportunità di frequentare corsi ad hoc relativi alla sicurezza dei lavoratori o al trattamento degli alimenti è opportuno segnalarlo. Essere precisi è indispensabile per un curriculum barista di successo: il che vuol dire anche evitare di scrivere informazioni inutili. Che senso ha riportare le proprie competenze con Photoshop o con PowerPoint? Meglio focalizzarsi su tutto ciò che potrebbe effettivamente servire in un locale.

La padronanza di ricette e cocktail, la consapevolezza delle norme di igiene e sicurezza e magari anche la conoscenza delle tecniche di vendita contribuiscono a rendere un curriculum più interessante. Non bisogna dimenticarsi, poi, di precisare se si è patentati e se si è automuniti: per un datore di lavoro, sapere di poter contare su dipendenti che si possono muovere in modo autonomo e che non devono dipendere dai mezzi pubblici è un fattore positivo degno di considerazione.

Una volta stampato il curriculum, non rimane altro che consegnarlo: l’ideale sarebbe farlo a mano, in maniera tale che ci si possa presentare direttamente al titolare del bar e che questi sappia sin dal primo momento con chi ha a che fare. Una stretta di mano è più utile di una mail.