Siccome ad Anita piace fare le premesse, eccole qui:

Premessa 1: Non intendiamo con questo articolo darvi la ricetta perfetta e infallibile per trovare un lavoro. Si tratta di semplici linee guida da seguire.
Premessa 2: Coraggio e costanza ce li dovete mettere voi. La fortuna, si sa, è cieca, ma il giusto atteggiamento positivo aiuta.
Premessa 3: Non smetteremo mai e poi mai di ripeterlo: l’attuale mondo del lavoro è una giungla mortale. Only the brave.

Coraggio

Sì, il momento non è roseo, c’è in giro disperazione e serve coraggio per andare avanti. Non avete lavoro? Deprimervi non vi aiuterà comunque, stringere i denti e lottare, sì. Oltre a ciò, trovare la forza di stamparsi un sorriso cordiale in faccia vi aiuta nella presentazione (sia nei colloqui di persona che al telefono).

Costanza

Candidatevi, candidatevi, candidatevi. Fate attenzione però: badate alla qualità della candidatura e non alla quantità.
“Sì, ma io mi sono candidato a centinaia di annunci e non mi avete mai chiamato”. Si tratta di una frase che ho sentito molte volte, unitamente a “Mi sono candidato otto mesi fa e non mi avete mai chiamato”.
Ricordatevi che non esiste una prelazione: non siamo in macelleria. Se siete dunque nella situazione descritta sopra, c’è qualcosa che non va. Sedetevi con calma e fate una delle cose più tremende: autoanalizzatevi.

La domanda alla quale dovete cercare di rispondere è “Perché è successo?” e non “Perché quegli stronzi non mi chiamano?”. La seconda domanda riportata è da scartare, perché è facile dare la colpa agli altri, lo sappiamo tutti. Il lavoro da fare però è complesso, duro e anche doloroso. Andiamo per gradi:

  1. Candidature centrate. Andate a riguardare per quali annunci vi siete candidati. Andavate veramente bene per quello? Erano annunci generici o molto specifici? Nel primo caso, semplicemente sarete arrivati tardi: quando si cerca personale generico, la risposta è immediata e consiste in centinaia di curricula vitae. Capite bene che qui non avete nulla da recriminarvi. Nel secondo caso le cose sono più delicate: avevate davvero tutte le caratteristiche richieste? Se la risposta è no e se vi candidate a 100 annunci come cuoco esperto e siete un saldatore a tig, come potete pretendere di essere presi in considerazione? “Eh, ma io cucino bene”. Bravo, ma se ti ho scritto che sto cercando un cuoco con il diploma alberghiero e tu non ce l’hai, sarebbe come se io stessi cercando un mutante con le branchie e tu fossi un mutante con tre braccia. Questo punto è molto importante: qui si corre il rischio di passare per superficiali. Se invece avevate tutte le caratteristiche richieste (branchie, diploma, esperienza), allora la ragione può essere geografica (se siete molto distanti dal luogo di lavoro, può essere che abbiamo preferito altri candidati). In casi del genere una telefonata all’agenzia è accettabile: insomma, se proprio non riuscite a capire come mai siete stati scartati, con la dovuta cortesia, potete chiedere la ragione per la quale non siete stati presi in considerazione.
  2. Curriculum vitae chiaro. Chiedetevi se il vostro curriculum vitae è davvero chiaro e se contiene tutte le informazioni utili. Potrebbe essere ad esempio poco efficace. Avete davvero esposto per bene tutte le vostre esperienze? Avete provato a farlo leggere a qualcuno e a chiedere un parere? Inoltre, traspare con chiarezza chi siete e qual è il vostro obiettivo? Avete dubbi? Provate a guardare leggere il post sulla stesura di un curriculum (link), magari vi è d’aiuto.
  3. Cerchiamo personale specializzato. Osservate il vostro curriculum e la vostra esperienza. Riflettete sugli annunci che avete visto in giro. Avrete certamente notato che vogliono personale specializzato, formato… insomma, il vostro curriculum spicca in qualche modo o è piuttosto uno del mucchio? Oggi bisogna essere competenti, specializzati, esperti e/o con il titolo di studio o i corsi giusti. Ad esempio piange il cuore a sentire di chi si è laureato in un corso poco spendibile, si è impegnato, ha lavorato e si è sacrificato per ottenere quel pezzo di carta che non lo sta ripagando degli sforzi fatti. Purtroppo questa è la realtà. Chi si rende conto di ciò deve semplicemente capire cosa può fare nella vita e specializzarsi in quello. Bisogna essere unici e il più indispensabili possibile, solo così si può trovare (anche facilmente) un buon posto di lavoro.

Culo

Qui poco ci potete fare, anche se io sono della scuola di pensiero “Se davvero vuoi, puoi”. Molti ritengono queste cose una cavolata, ma in realtà ho constatato che un atteggiamento positivo aiuta molto più di uno negativo, anche solo a superare i momenti più difficili. Da perdere non si ha proprio nulla, anzi, tutto è da guadagnare. Anche solo una piccola botta di culo che non fa mai male.

La formula riassuntiva, secondo me, è questa: (coraggio+costanza)*culo.

In bocca al lupo!

Anita